Giorno 1 al Deejay Tri, scopri com’è andata nel mio racconto!
Sono passati 10 giorni, per vari impegni mi trovo solo oggi a scrivere il racconto delle due giornate vissute all'idroscalo, il 19 e il 20 maggio al Deejay Tri. Forse uno dei motivi per cui ancora non l'ho scritto è perché volevo tenere dentro di me questo prezioso ricordo, raccontarlo mi dava quasi l'idea di disperderlo. Ora però l'ho coccolato e rivissuto talmente tante volte
TRI LIKE A DEEJAY. Sabato con Deejay il progetto parte in grande stile.
Dopo quattro mesi di preparazione, allenamenti, articoli, incontri, sorprese e fantastiche storie, finalmente sabato tutto questo prenderà una forma più reale: parteciperò grazie alla complicità dell'amico Dario Nardone e all'invito di Massimiliano Rovatti, alla prima gara di triathlon della stagione, il Deejay Tri all'Idroscalo di Milano. La gara sarà un Triathlon Sprint, 750 m. a nuoto, 20 km in bicicletta e 5 km di corsa. Sono pronto ed
Muoviti, muoviti, muoviti! Racconto di una giornata di sport
'Muoviti, muoviti, muoviti' cantava Edoardo Bennato. È il messaggio perfetto per tutti i malati di Parkinson. Più ancora dei farmaci sono lo sport e il movimento in tutte le sue forme che ci aiutano a stare meglio. Ne sono ancora più convinto dopo aver vissuto la giornata di ieri con i miei familiari, papà, mamma, mia moglie Carolina e mia cugina Francesca. E gli amici Alfonso Ruocco, Diego
Uno contro tutti. Il dottor Mozzi e la dieta dei gruppi sanguigni.
Per la serie 'sta fo de negòt' (dal dialetto bergamasco 'non rinunciare a niente'), siamo andati a trovare anche lui. Il dottor Mozzi è senz'altro un personaggio: interessante, controverso, ma alla mano e molto simpatico. Gli avevo inviato una mail un mese fa, dove gli spiegavo del Parkinson, e questa settimana mi ha ricevuto, con l'amico Marco, nel suo studio a Carpaneto, in provincia di Piacenza.
Papà, ti voglio ancora più bene, ma devi dire meno parolacce!
Benedetta Ghidotti, quasi 18 anni, studentessa del 4° anno di Liceo Scientifico, che da grande vorrà fare
Vi presento un nuovo amico: Roberto IRONMAN Airoldi
Oggi voglio presentarvi un personaggio straordinario. Ha 63 anni, fa il prof di Educazione Fisica, ha praticato sci, nuoto, pallavolo, tennis, ora il triathlon sulle massime distanze. Ma non solo. E’ socio fondatore e segretario di Steel Triathlon, collabora alla gestione di istruttori e assistenti alla piscina Italcementi, è presidente di Tango Bergamo e fa le ore piccole nel weekend per fare il disc jockey
Mezza di Lecco. La crisi del 17° chilometro.
Domenica 4 Marzo 2018. Come da programma mi alzo alle 5,50 dopo aver fatto la misurazione quotidiana con "Superop", prendo i farmaci con acqua calda e limone, preparo un toast e mi vesto, il ritrovo è previsto alle 6,30 in palestra. La nottata, come mi capita sempre prima di una gara, non è delle migliori: sarà la carica agonistica, l'impazienza o l'emozione, ma il sonno è
Dai primi segnali alla diagnosi
Da quando ho deciso di dire agli amici del Parkinson, la domanda che mi fanno più spesso è: Come te ne sei accorto? Con tutto lo sport che faccio, ho imparato ad ascoltare il mio corpo e un po’ anche a capirlo. Quei mesi di umore basso, senza motivo, sono stati il primo segnale. E’ dal 2013 che mi capitava. Il medico mi aveva prescritto un
Parkinson & Triahtlon. Una storia da raccontare
Mi chiamo Stefano. Ho 56 anni, e nel marzo del 2017 ho avuto la diagnosi di Parkinson. Da quel momento, è iniziato a cambiare il rapporto con il mio corpo, con cui sono andato d’amore e d’accordo per tutti questi anni, da quando sono nato, il 6 gennaio 1962, terzo figlio maschio di Francesco e Miriam. I miei fratelli sono Marco, 61 anni e Angelo,